domenica 26 aprile 2015

"Mulholland Drive, la compassione interpretativa" - #MulhollandDrive #Lynch #Film #Movie #Movies #Cinema #Critica #Cultura #Narrativa #Psicologia #PsicoAnalisi #SapereCondiviso #Spigariol




Ho visto Mulholland Drive in ritardo rispetto alla data di uscita; conoscevo poco Lynch. Velluto blu, Dune e Twin Peaks. Lessi per caso che Murakami era una sorta di Lynch della narrativa. Sono tornata a lui così; dalla letteratura, dalla significanza del particolare. Il mio amore per Murakami, vera elezione dell’anima, mi ha condotta a Lynch. Ho ripercorso tutti i suoi film, visti e non visti, noti e meno noti. Mulholland Drive resta per me la summa, il capolavoro; il film che più mi ha toccata, smossa, franata, schiantata. Parcellizzata e ricomposta. Mi sono interrogata a lungo sul perché. 




In principio pensavo che dipendesse esclusivamente dal mio percorso esistenziale. La terapia psicanalitica, la necessità di andare sempre nel profondo; la paura di perdermici. Ho modificato in parte questo pensiero. Lynch si è sempre rifiutato di fornire un’interpretazione del film, che rimane una possente rappresentazione onirica, un’esperienza emotiva ed emozionale non decodificabile appieno attraverso un approccio razionale e cognitivo. L’unica possibilità di goderne è dunque di affidarcisi. Un flusso di coscienza. Un atto difficile, almeno per me. Un atto di fiducia, di compassione, quella che mi ha consentito di amare nel profondo Mulholland Drive.




Di sicuro le mie esperienze pregresse, le mie conoscenze e le mie predilezioni hanno supportato il processo. Ma senza la compassione sarebbe stata una fruizione sterile; forse esteticamente appagante, interessante dal punto di vista ermeneutico; ma sempre anaffettiva e non così totalizzante. Difficile ripercorrere questa immersione nell’inconscio, un inconscio individuale e collettivo. La sensazione di un mondo prerazionale, montato da una mente che è razionale. Abitato da uomini neri che appaiono improvvisi e causano lo svenimento di chi li sognava e anche uno scuotimento di chi guarda e sente quell’emozione.


 

Un mondo fanciullesco, che spaura. Per non parlare della molteplicità dei #D“tempi”. Il tempo dilatato del sogno e quello sincopato del reale. Il tempo lento e costante della coscienza; quello dell’immagine. Il tempo e la sua consequenzialità logica non hanno più importanza in Lynch. La scansione lineare si fonde con quella circolare. Storia e Coscienza. Le dicotomie sono tante, così come molteplici le soglie da attraversare. Veglia e sonno. Vero e verosimile. Uno e doppio. Verità e inganno. Desiderio e reale. Narrazione e metanarrazione. Sogno o allucinazione?





Lo straniamento è imprescindibile. Il culmine abita al Club Silencio. Non riesco a non piangere con Betty e Rita alle note a cappella di Llorando. La cantante sviene e la canzone non si arresta. Era un playback. “No hay banda”, dice Rita. E lo dice anche il presentatore; illusionista, illusione. “Silencio” è la parola che chiude il film. Una rappresentazione, come la vita, sulla quale il sipario cala. Sempre e comunque.

Alessia Spigariol 

mercoledì 22 aprile 2015

"Della perfezione imperfetta" - #Bernini #Scultura #Pittura #Borghese #Arte #Galleria #Art #GalleriaBorghese #Roma #Rome #Amore #Sacro #Profano #Maria #Madonna #Correggio #Dossi #Opera #Armonia #Imperturbabile #Critica #Lettura #Cultura #Psicologia #PsicoAnalisi #Altro #Osservatore #Occhio #Sintesi #Rappresentazione #Prospettiva #BiDimensionale #TriDimensionale #Visione #Angolo #Scorcio #Luce #Immagine #Dettaglio #Particolare #Tutto #Profondità #Estraneo #Estraneità #Potenza #Forza #Sguardo #Carne #Pulsione #Vita #Esistenza #Materia #Linea #Tavola #Cultura #Spigariol



Ho sempre amato la pittura e snobbato la scultura. La pittura è rassicurante nella sua bidimensionalità. Me la godevo dalle pagine dei libri e dei manuali; non è emotivamente impegnativa, per me. Ti ci poni di fronte, che sia una riproduzione o l’opera nella sua originalità. Riuscivo a mantenermi estranea, il mio essere altro dal soggetto rappresentato. Il mio essere fuori. Osservatore inosservato, che osserva senza essere visto. Una bellezza discreta, non invasiva, non pervasiva.
Non ho mai amato la scultura. Me ne tenevo a debita distanza, forse perché avvertivo qualcosa che generava in me un effetto perturbante. Di fronte ai Bernini di Galleria Borghese ho smesso di opporre resistenza; eppure non era la prima volta che li vedevo. Tanti anni fa, giovane studentessa, li attraversai senza esserne conquistata. Non esitai a soffermarmi sull’amato Correggio. E la Circe di Dossi, ammaliante di colori e turbante, e la beatitudine dell’Amor sacro e Amor profano; e la Madonna dei palafrenieri con Maria e il Bambino che schiacciano sincroni il serpente. 






Ricordavo nei minimi dettagli tutti i dipinti della Borghese; non i gruppi dell’artista napoletano. Ci sono voluti decenni di vita sofferta, e una sensibilità rinata, e forse il coraggio di infrangere la coazione a ripetere degli anni giovanili. Mi sono messa a nudo di fronte a Bernini. Per la prima volta non ho ceduto al timore della tridimensionalità. Mi hanno vinto la sua potenza, la sua forza e la molteplicità degli sguardi. Giravo intorno e scoprivo che non esiste un punto di osservazione privilegiato. Tutto è armonia. Tutto è mutevole, differente. Tutto si compone in sintesi. Mille scorci e girare in tondo fino a entrare nell’opera, farne parte. Non più spettatore imperturbabile, ma un cambio di prospettiva esistenziale, una rottura di faglia.



La scultura mi ha infuso vita, mi ha aperto all’Altro. Mi ha tolto la presunzione dell’unico punto di vista, quello autoreferenziale. Mi ha costretta alla pluralità e all’esercizio della pazienza. Non il colpo d’occhio che assorbe repentinamente il tutto, ma la capacità di cogliere ogni particolare e fondere le visioni, gli angoli e gli scorci. Di dare senso alla frammentazione. Di godere del cambio di luce, di sfondo, di prospettiva. Di bearsi ossessivamente del dettaglio da ogni punto. Di ritornare al tutto. Sono entrata nella profondità con Bernini; nella carne e nella pulsione di vita. Non mi sentivo più linea e tavola e tela; materia viva, ora. Non più specchio o porta. Non più una dimensione da immaginare e sentire.




Lì c’è tutto. La lacrima di Proserpina e le mani di Plutone che affondano nelle sue carni come cera. Le unghie di Dafne che si fanno radice. I calzari di Apollo. La corda della fionda di David. Bernini conosceva bene le statue classiche; le restaurava. Conosceva la perfezione del mondo greco e più ancora ellenistico. Non l’ha spaventato, quella perfezione, l’ha assimilata. L’ha fatta sua, per poi andare oltre. Per andare oltre l’idealità e arrivare col suo naturalismo tragico alla perfezione imperfetta.
Alessia Spigariol 


giovedì 1 maggio 2014

#FrancisScottFitzgerald #World #TheGreatGatsby #Francis #Scott #Key #Fitzgerald #USA #AMERICANLITERATURE #ANGLOAMERICAN #US #STATIUNITI #STATI #MODERNISM #GreatDepression #DEPRESSION #MODERNISMO #RACCONTO #LETTERATURA #ROMANZO #CLASSICI #RACCONTI #LETTURA #ClassiciDaleggere




























Tales of the Jazz Age/ All the Sad Young Men by F Scott Fitzgerald – review













Fernanda Pivano - Scott Fitzgerald











Scott Fitzgerald scrittore modernista










The Great American Dreamer part 1











The Great American Dreamer part 2

















The Great American Dreamer part 3
























The Great American Dreamer part 4

















The Great American Dreamer part 5












Scott Fitzgerald 

stories "uncensored"












Uncensored 

F. Scott Fitzgerald Stories























Sexual innuendo, drug references and antisemitic slurs removed by newspaper editors restored in new edition










Two Wrongs by F Scott Fitzgerald










F. Scott Fitzgerald's Taps at Reveille is one of the author's strongest collections of short fiction. It brings together several of his best stories from the late 1920s and early 1930s, including 'Crazy Sunday', and 'Babylon Revisited', a story considered by many to be his masterpiece in the genre. Fitzgerald assembled the collection in a time of debt and personal difficulty, working with texts that had, in many cases, been censored by the Saturday Evening Post and other magazines. Using evidence from the drafts that bear Fitzgerald's final revisions, this edition presents for the first time restored texts of the stories, with censored material reinstated and sexual innuendo as Fitzgerald originally intended. 










March 31, 1935
Scott Fitzgerald's Tales
By EDITH H. WALTON

http://www.nytimes.com/books/00/12/24/specials/fitzgerald-taps.html








F. Scott Fitzgerald (1896-1940)

http://www.powershow.com/view1/eb8bf-ZDc1Z/F_Scott_Fitzgerald_1896-1940_powerpoint_ppt_presentation












Scott Fitzgerald: Tenera è la notte. 

Letture d`autore



http://www.scuola.rai.it/articoli/francis-scott-fitzgerald-tenera-%C3%A8-la-notte-letture-dautore/3113/default.aspx









10 marzo 1948: 

muore Zelda Scott Fitzgerald




















"L'amore dell'ultimo milionario"



http://www.academia.edu/1854221/Prefazione_a_F._Scott_Fitzgerald_Lamore_dellultimo_milionario_











THE GREAT GATSBY IN "ITALIANO"


http://www.academia.edu/4032882/The_Great_Gatsby_in_lingua_italiana




THE GREAT GATSBY 
IN LINGUA ITALIANA





Tre romanzi americani del 1925


http://www.aisna.net/rsa/rsa2/2fink.pdf








F. Scott Fitzgerald and Rome 









Allegory in the Tales 
of F. Scott Fitzgerald


http://www.aisna.net/rsa/rsa10/10rossi.pdf






Women in the fiction of F. Scott Fitzgerald












WINTER DREAMS 












TENERA E' LA NOTTE 

http://www.hardwaregame.it/images/guide/batik/Fitzgerald%20Francis%20Scott%20-%20Tenera%20%C3%A8%20la%20notte.pdf








Vita intellettuale e discorso pubblico


http://docenti.unior.it/doc_db/doc_obj_22248_16-04-2014_534e45d6b8f80.pdf







1890-1940s MODERNISM


http://www.pbs.org/wnet/americannovel/timeline/modernism.html








1920s-1930s LOST GENERATION


http://www.pbs.org/wnet/americannovel/timeline/lostgeneration.html






FITZGERALD AND JOYCE



https://repositories.tdl.org/ttu-ir/bitstream/handle/2346/9379/31295019529907.pdf?sequence=1








MODERNISM (GREAT GASBY)



http://www.slideshare.net/mohamadakharraz/aspects-of-modernism-in-the-great-gtasby-by-f-scott-ftizgerald-18352708








American Dreamer: Fitzgerald’s Tragic Struggle with Freud, Aestheticism, and Modern Femininity 



http://www.bw.edu/resources/dean/fscs/jrcs/Washburne.pdf









"The term modernism, in its literary sense, became current in English shortly after the first world war to describe experimental literature of that period, notably works by T. S. Eliot, Ezra Pound, James Joyce, and Virginia Woolf"


https://webspace.yale.edu/pericleslewis/documents/ModernismEncyclopediaAmericana.pdf








Great Depression - Economic history 









Remembering The Great Depression's Sunny Side










Inside The Great Depression